Buon Natale 2016!


Maternità

Il ricordo della nascita di Gesù, spogliato da tutte le sovrastrutture che il mercato ci propone, mette a nudo la nostra capacità di sperare.

Ma come è possibile quando la realtà in cui viviamo presenta tanti scenari di violenza, di guerra, di corruzione e di catastrofi naturali?

È già molto che ci sentiamo coinvolti nella sofferenza di tante persone che sono senza lavoro, senza casa, senza terra, in fuga dalle molteplici condizioni di guerra e di oppressione.

Viene in mente la figura del poliedro che in ogni faccia presenta una diversa immagine. Con la sensibilità evangelica che lo distingue, il vescovo di Roma Francesco ci invita a cogliere nella diversità delle situazioni attuali una sorgente di luce e di pace. Se il Creatore ha scelto di entrare nella storia a cui ha dato inizio, in un divenire del tempo e in una varietà di spazi, ora tocca all’umanità di restituire alla stessa creazione l’originale splendore, anzi a proseguirne il cammino con la Buona Notizia che Gesù ci ha rivelato.

Questo può essere il motivo della rinnovata speranza, facendoci responsabili di anche un piccolo segnale di luce che dia colore e calore ad ogni evento della nostra storia personale e collettiva.

Viene a mente la gioia di un detenuto che dopo aver arato il terreno dell’orto all’interno del carcere, aver seminato e irrigato, ci mostra con una soddisfazione mai provata in precedenza, il frutto del suo lavoro… una zucca di diciassette chili!

È una immagine che riassume la parabola della vita di molti che, se non sono incoraggiati a liberare e sviluppare le loro potenzialità, rimangono catturati da visibili catene di sofferenza, di ignoranza e deviante presunzione di potere.

È nel piccolo dell’azione che laici e gesuiti continuano ad operare a Scampia il desiderio che ogni faccia del poliedro di una società ai margini e sofferente, possa risplendere della luce che il ricordo del Natale di Gesù può rinnovare.

È l’augurio che facciamo a tutti voi amici e sostenitori insieme al ricordo nella preghiera che è come un forte abbraccio di pace.

P.Fabrizio Valletti

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